
L’ultimo rapporto annuale dell’ISTAT presentato a maggio, contiene una serie di dati sulle risorse umane impiegate nel sistema economico nazionale che permettono di inquadrare bene il mutamento avvenuto nel corso di una generazione.
Tra il 1995 e il 2024, l’occupazione complessiva è aumentata, ma con una profonda ricomposizione settoriale che ovviamente riflette l’evoluzione tecnologica intercorsa in questi anni. Nel commentare questo rapporto i media hanno sottolineato la consistente perdita di occupazione nel settore manifatturiero. Ben 700 mila Ula (Unità di lavoro annue, equivalenti a posizioni a tempo pieno) perse dal 2007. Un’emorragia nella manifattura (-16,9%) e in particolare nel comparto tessile-abbigliamento dove ci sono 235 mila lavoratori in meno, pari a quasi il 40% del comparto. Altri settori in cui la forza lavoro è diminuita sono industria del legno, della lavorazione dei minerali non metalliferi, degli articoli di gomma e materie plastiche. Oltre a questi calano significativamente commercio, pubblica amministrazione, attività finanziarie e assicurative ed infine agricoltura.
SOMMARIO
| Titolo | pag. |
| Stellantis Poissy – Ristrutturazione auto: ci vuole un sindacato europeo | 2 |
| Coordinamento europeo dei Consigli di fabbrica dell’Aerospazio | 3 |
| Guerre e dazi pesano sulla cantieristica navale | 4 – 5 |
| Missioni spaziali Verso il Sole. Parte 1 | 6 |
| Innovazioni tecnologiche rivoluzionarie Il triodo: l’alba dell’elettronica moderna | 7 |
